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Hapax n.8

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Hapax n.8

Hapax n.8

Hapax è un magazine dedicato alla commissione e alla pubblicazione di nuovi progetti fotografici. Il suo formato rimane sempre tascabile e unico, proprio come suggerisce il suo nome dal termine letterario hapax legomenon, espressione che indica qualcosa di unico, registrato una sola volta.
Nelle sue pagine è pensato come uno spazio di sperimentazione, in cui cinque artisti vengono invitati a mettere alla prova nuove direzioni estetiche, linguaggi e deviazioni rispetto alla propria pratica abituale.

ISSUE 8
Tra i progetti commissionati presenti all’interno di questo numero: Tanya Traboulsi, che con Recurring Dream costruisce un ritratto fenomenologico di Beirut intrecciando immagini contemporanee e fotografie di famiglia provenienti da un passato ormai scomparso; Hicham Gardaf, che in Records of a Vanishing Structure documenta gli scheletri pubblicitari di Tangeri; Marta Bogdańska, i cui collage ibridi fondono memoria personale e immaginario collettivo della Polonia durante il tramonto del comunismo. Completano il numero i contributi di Karl Bailey e Rinko Kawauchi.

$9.59

Originale: $27.41

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Hapax è un magazine dedicato alla commissione e alla pubblicazione di nuovi progetti fotografici. Il suo formato rimane sempre tascabile e unico, proprio come suggerisce il suo nome dal termine letterario hapax legomenon, espressione che indica qualcosa di unico, registrato una sola volta.
Nelle sue pagine è pensato come uno spazio di sperimentazione, in cui cinque artisti vengono invitati a mettere alla prova nuove direzioni estetiche, linguaggi e deviazioni rispetto alla propria pratica abituale.

ISSUE 8
Tra i progetti commissionati presenti all’interno di questo numero: Tanya Traboulsi, che con Recurring Dream costruisce un ritratto fenomenologico di Beirut intrecciando immagini contemporanee e fotografie di famiglia provenienti da un passato ormai scomparso; Hicham Gardaf, che in Records of a Vanishing Structure documenta gli scheletri pubblicitari di Tangeri; Marta Bogdańska, i cui collage ibridi fondono memoria personale e immaginario collettivo della Polonia durante il tramonto del comunismo. Completano il numero i contributi di Karl Bailey e Rinko Kawauchi.

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